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giovedì, 16 novembre 2006
President Kennedy
postato da: buonaidea alle ore 22:35 | Link | commenti (3)
categoria:perle di saggezza
martedì, 07 novembre 2006

domani buonaidea si va a vedere questo

Jean Arp

 

che è circle et carré

 

postato da: buonaidea alle ore 14:47 | Link | commenti (1)
categoria:
martedì, 10 ottobre 2006

Giovedì a Pisa comincia il Pisa book festival.

Marcello Fois leggerà brani dalla Metamorfosi di Kafka nella chiesa di San Francesco, alle 21.00

 

marcello fois

 

Buonaidea ci sarà.

postato da: buonaidea alle ore 18:58 | Link | commenti
categoria:teatro
martedì, 10 ottobre 2006

E lentezza. Per accorgersi delle carte spaiate nella vita

di Concita De Gregorio

Se svegli il futuro prima del tempo il presente sarà annebbiato, diceva Kafka. Non bisogna essere particolarmente colti o di buona memoria, per ricordarlo, solo attenti: è una di quelle frasi buone per i cioccolatini e le magliette, si trova stampata nei poster ai muri delle librerie. È curioso come il valore della pazienza, dell'attesa, della lentezza sia diventato il più grande bene perduto. Ufficialmente, universalmente. Le star di Hollywood e i vicini di casa si dedicano a Buddha e alla Cabala, studiano testi di religioni remote possibilmente in audiocassetta, perché il tempo di leggere non c'è. Guidano la macchina nel traffico e sentono il mantra nell'ingorgo. Acquistano un nuovo modello di videocellulare e lo usano per mandare sms che dicono, in inglese, non correre, rilassati. Anche i tifosi del Livorno l'hanno scritto in uno striscione a Berlusconi: "Dio c'è ma non sei tu, rilassati". In amore, dove la lentezza è il bene supremo, eserciti di persone sole s'incontrano in chat. A volte funziona, si trasforma in una storia vera. Chiedete, informatevi se non siete gente di chat anche voi: una volta su venti i tentativi frenetici di fermarsi e dormire con qualcuno che soddisfi il bisogno di contatto fisico con un altro essere umano diventano conversazioni, passeggiate, piccole escursioni la domenica, persino silenzi. Le altre diciannove volte no, pazienza. Peccato per tutti gli incontri mancati. Los desencuentros, direbbe Cortázar. Ci sono parole intraducibili: nos desencontramos, abbiamo proprio quel giorno in quel posto in quel momento mancato il nostro incontro, te sobro, ti sono di avanzo, sono la carta spaiata che resta dopo aver messo a posto le altre. Non c'è mai tempo per le cose più importanti: il dovere, sì. Il lavoro la famiglia i bambini a scuola e dal dentista i genitori che hanno bisogno di voi. Le telefonate di cortesia la buona creanza in compagnia. Poi invece "sobra", avanza quello che darebbe un senso all'esistenza. Lasciare tutto per un attimo, o per sempre: se tu non vai in guerra è la guerra che viene da te. Se non vedi una donna al banco del bar, come nel film di Sorrentino, sarà lei a venire. Ho letto in questi giorni d'autunno I fantasmi di Portopalo, di Giovanni Maria Bellu. Dice, nella prefazione: "Credo che ognuno di noi abbia il dovere di occuparsi di quello che gli capita sotto il naso. Se no tanto vale restare a guardare il mare credendo di essere poeti". Poi elogia la vendetta, quando altro modo non c'è. Poi l'amicizia: "Non si può essere veramente amici se non si hanno nemici comuni". Lui è diventato amico di Anpalagan, che da piccolo smontava e rimontava una vecchia bicicletta. Racconta la sua storia e quella di trecento clandestini affondati a Portopalo. L'ha ricostruita con una pazienza e una lentezza che le star di Hollywood e i vicini di casa se la sognano, con o senza buddha. Forse perché è sardo, meticoloso e onesto. Leggetelo, davvero, se vi avanza il tempo fra un obbligo e l'altro. Nel tempo che resta spaiato, metteteci una storia così.
lentezza
postato da: buonaidea alle ore 18:52 | Link | commenti
categoria:citazioni, libri, perle di saggezza
domenica, 08 ottobre 2006

"Gli uomini dovrebbero essere comunisti.

Se si mettono a fare gli individualisti tutto va storto. Quando se ne vanno per la loro strada finiscono per impantanarsi nel fango e quello sguazzare lo chiamano ricerca della propria via. Come comunisti avrebbero una strada comune, costruirebbero una società uguale per tutti, invece si dividono e sono terribilmente emotivi.

L'individualismo non si addice al maschio, ma non bisogna dirlo sennò poi se la prendono e non mettono più piede in casa. Restano in strada. Ecco come sono fatti gli uomini: sono così. Ognuno pensa che la propria strada sia eccezionale, anche se il deserto è segnato da migliaia di strade identiche sulle quali le famiglie finiscono stremate, le donne cadono lungo il tragitto, i bambini prendono coscienza di quale sfortuna sia avere un padre individualista. Su quelle strade ci sono rimaste intere generazioni, è stato inventato anche l'autostop, il viaggetto romantico, le canzoni sdolcinate, gli stivali consumati, le risposte a monosillabi alle domande fondamentali della vita, su quelle strade si è cominciato a vendere dischi di tango, cantanti che parlano sempre della stessa identica cosa, di partire, mondo boia, gli uomini entrano in quello spirito anche se stanno progettando un viaggio personalizzato dal divano al cesso. Non fai in tempo a farli vedere una foto a colori di una strada tra i canyon che già hanno uno stivale fuori dalla porta.

Il senso originario della strada era permettere di spostarsi facilmente da un luogo all'altro. La strada non è stata inventata per camminarci senza meta col berretto a visiera di traverso. Si dovrebbe presumere che i maschi lo sappiano, visto che sono stati loro a costruire la strada. Probabilmente andò così, quando la prima strada fu ultimata si tirò a sorte chi sarebbe stato il primo della banda a percorrerla, e da solo. Non in gruppo, ovviamente no: da solo. Gli altri uomini si arrampicarono in cima al canyon per ritrarre l'immagine di quell'individuo solitario, e fu così che nacque la prima rappresentazione del mondo della solitudine. La solitudine l'hanno inventata i maschi, non le donne, i cani o i bambini, che poi sono quelli che devono sopportarla".

(Colpi al cuore, di Kari Hotakainen)

 

strada

postato da: buonaidea alle ore 21:00 | Link | commenti (1)
categoria:citazioni, libri
mercoledì, 04 ottobre 2006

Io Mankell prima di andare a Mantova non lo conoscevo.

A Mantova un tizio del pubblico ha preso la parola e ha raccontato che con sua moglie si sono talmente appassionati ai libri del commissario Wallander da decidere di andare in vacanza in Svezia per visitare Ystad e i luoghi in cui si svolgono i romanzi.

Mi è stato simpatico (Mankell, ma anche il tizio) e allora ho letto questo libro

 

il commissario

 

E' moooolto lungo ma è un bel libro. Racconta la storia di un serial killer ed è ambientato, come credo tutti i suoi libri, in Svezia. Il mio trip di letteratura scandinava continua imperterrito.

Il futuro è laggiù. C'hanno anche le lavatrici condominiali e già da questo si capisce che sono un passo avanti, nonostante da tutto il libro traspaia la chiara preoccupazione di Mankell per un paese che sta cambiando in peggio dove accadono cose che prima non accadevano.

 

postato da: buonaidea alle ore 17:07 | Link | commenti
categoria:libri
lunedì, 02 ottobre 2006

Una sola cosa es necesaria: la fiesta, no los preparativos para la fiesta.

(gabriel zaid)

 

fiesta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: buonaidea alle ore 18:50 | Link | commenti
categoria:citazioni
martedì, 26 settembre 2006

sono il mio duemillesimo visitatore e questo mi rende fiera di me

marco paolini alla fine ci sono andata ed era meglio se rimanevo con la voglia. uno spettacolo in cui, contrariamente a quanto di solito accade quando c'è di mezzo l'enel, sponsor ufficiale e promotore dell'iniziativa, non c'è stata né musica né teatro, solo un tizio molto osannato che a me sta anche molto simpatico ma che ha letto delle pubblicità a caso come esempio di retorica moderna, che come idea poteva anche andar bene, ma magari se la sviluppava un po' di più era meglio. mica per niente, sono arrivata da Qui apposta! Per sentire recitare la Carmencita potevo rimanermene a casina e chiedevo alla mia mamma.

così parlò la critica teatrale che c'è in buonaidea

 

Carmencita

 

postato da: buonaidea alle ore 06:30 | Link | commenti (2)
categoria:teatro
lunedì, 25 settembre 2006

traduco, ergo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

è orribile che i traduttori come me lavorino di più quando è in corso una guerra.

ho lavorato tantissimo durante la guerra in Iraq.

lavoro tanto adesso che c'è(ra) la guerra in Libano.

non mi piace tanto questa cosa.

spero di lavorare per la pace nella guerra, almeno questo sì.

 

postato da: buonaidea alle ore 17:36 | Link | commenti (1)
categoria:
sabato, 23 settembre 2006

se come stasera puoi dire che tarkovskij ha un modo di raccontare cose apparentemente senza senso molto diverso da quello di lynch e nessuno ti prende per scema ma ti risponde tranquillamente esprimendo la sua opinione

mica per fare la colta lo faccio, è come sono

tarkovskij-lynch 1 a 0

 

 

postato da: buonaidea alle ore 00:27 | Link | commenti
categoria:cinema